giustizia e liberta’ per il popolo Rom

I rom artificialmente esclusi dal resto della societa’ italiana sono costretti a subire la condanna di una segregazione su base razziale. Le autorita’ sistematicamente li sottopongono a sgomberi forzati, alla distruzione dei loro beni, all’umiliazione da parte delle forze dell’ordine, ad espulsioni collettive che somigliano a delle vere e proprie deportazioni.

Il governo in carica, l’intera classe politica del paese, la maggioranza degli italianibravagente hanno abbracciato per intero, a parte qualche dettaglio,le tesi del professore nazista Ritter che cosi’ classifica i rom:

"(…) gli Zigani si mescolano prevalentemente con vagabondi, asociali, criminali ed a causa di ciò si è prodotto un sottoproletariato di Zigani e vagabondi, che è costato allo Stato somme incalcolabili per l’assistenza. (…) Come ulteriore risultato della ricerca, abbiamo osservato che gli Zigani sono del tutto primitivi dal punto di vista etnologico, ed il loro ritardo spirituale li rende incapaci all’adattamento sociale. (…) La questione zigana potrà dunque considerarsi risolta, solo quando il grosso degli ibridi zigani, asociali e fannulloni, sarà riunito in grandi campi mobili di lavoro, e quando l’ulteriore aumento di questa popolazione mista sarà definitivamente impedito. L’istinto di ricerca sull’igiene razziale è già oggi capace di esprimersi oggettivamente sul grado di mescolanza e sul valore ereditario di ogni singolo così detto Zigano, cosicché per la messa in atto di misure di igiene razziale non ci sono più problemi… »"(a)

I progrom sono iniziati. Ronde, decreti, aggressioni, spranghe e molotov. Finalmente la legalita’ e’ sul punto di trionfare. Il partito trasversale dell’ordine avanza compatto contro i campi nomadi.

La scintilla che ha fatto partire la caccia al rom e’ il presunto (la presunzione d’innocenza vale solo per politici e uomini d’affari?) tentato rapimento di una bambina di sei mesi da parte di una ragazzina di 16 anni, Angelica, che ha una figlia in Romania.

Prima di qualsiasi processo, l’odio e’ dilagato nella civile Napoli e poi nel resto del nostro civilissimo paese ormai preda di una irreversibile tristezza morale.

Finalmente, nella piramide dell’immondizia che e’ diventata la societa’ italiana, le folle sono state liberate e possono abbandonarsi alla violenza piu’ cupa e agli impulsi piu’ ciechi.

Ormai non importa piu’ quale sia il motivo o la verita’o il pregiudizio, che scatena, non l’indignazione civile, ma l’avvilimento entusiastico della brutalita’ alla luce di una classe di politici che cerca solo l’interesse del momento.
E’ cosa ovvia e naturale che i rumeni stuprino durante le campagne elettorali (vedi roma) e che le ragazzine rom rapiscano bambini durante un consiglio dei ministri che discute di "sicurezza".
Bisogna aizzare i concittadini alla crudelta’ e al furore per fargli dimenticare l’intreccio di affari e profitti che li uccide ogni giorno.

Tutto quello che sta’ accadendo, in queste ore in questo paese e’ infame. Il sacrificio definitivo della ragione, di ogni dignita’ morale all’egoismo piu’ brutale e sfrenato.
Quale che sia la casuale catena di eventi che ha scatenato questa desolazione e’ chiaro che la bassessa dell’egoismo e del sano "buon senso comune" sale come una marea inarrestabile.

"gli innumerevoli che non conoscono piu’ nulla al di fuori di se’ e del loro nudo, volubile, interesse sono gli stessi che capitolano non appena cadono nelle reti dell’organizzazione e del terrore." (T.W.Adorno)

"è più facile disintegrare un atomo che un luogo comune"(1)
                                      A.Einstein

I Rom non possiedono, nella loro lingua, un verbo per tradurre il termine "avere". Usano una sola parola per designare il passato e il futuro: "tessai". Non hanno una patria e non venerano la proprieta’ e per questo sono l’unico popolo che non ha mai combattuto una guerra.

Nella tradizione del popolo rom e’ costume che quando i genitori muiono i loro beni non vengono lasciati in eredita’ ai figli, ancora oggi le roulotte dei genitori vengono bruciate e il loro denaro, se ne possiedono, viene speso solo per le celebrazioni funebri.

"(..)mentre i proprietari e gli abitanti/occupanti delle proprietà si definiscono per il loro legame con la propria terra, e quindi anche il rapporto tra le generazioni lo è, per le famiglie sinti non è così. Le loro roulotte e quindi le loro relazioni sociali si spostano sempre verso altri territori, anche se entro i limiti regionali, ma il loro legame tra le generazioni non viene impresso dal legame con la proprietà terriera.

Ogni generazione ricomincia da capo, non si costruisce a partire da basi materiali, ma dal rispetto e dal ricordo dei defunti. Questo rispetto è ciò che segna le relazioni tra i Sinti in vita e tra questi e i loro defunti. Non solo, ma è anche e soprattutto dal ricordo e dal rispetto per i loro defunti che si contraddistingue la presenza dei Sinti in un certo territorio. La trasmissione dell’eredità si articola in un sistema di comunicazione sottile e difficile, non percettibile dall’esterno. La continuità culturale dei Sinti non è garantita dal ricevimento di una proprietà, bensì da un sistema di rispetto verso i defunti che non è visibile nè tangibile dall’esterno.(…)"(Elisabeth Tauber, Etnologa)

a) http://www.albertomelis.it/terzameta4.htm

1) "La guerra e’ pace. La libertà è schiavitù. L’ignoranza è forza".

Operazioni di guerra psicologica: trasmissione di informazioni e orientamenti attraverso i media per influenzare le emozioni, le motivazioni, e il ragionamento dei singoli, dei gruppi e della societa’ nel suo insieme. Lo scopo di queste operazioni di guerra psicologica in tempo di pace e’ quello di indurre atteggiamenti favorevoli ai governi al potere, neutralizzare il conflitto sociale deviandolo nei suoi obiettivi.
Detto altrimenti, si tratta di gettare all’ammasso la mente collettiva e l’intelligenza sociale e individuale con tecniche di persuasione, mobilitazione mediatica, propagazione di ideologie e la vendita di certe idee per accrescere il consenso verso il sistema.

Chi dice che cosa e con quale effetto?

In tempo di pace queste "operazioni di guerra psicologica" vengono definite operazioni di "ingegneria del consenso" per il potere, contro il "disfattismo, la demoralizzazione, il disordine…Le reti di comunicazione vengono anche utilizzate per sostituire i paradigmi dominanti (valori, cultura, e mentalita’ prevalenti) e gestire il cambiamento sociale (in funzione della competizione economica). Queste operazioni morali condotte attraverso i mezzi d’informazione incitano il disordine sfruttando reali motivi di insoddisfazione delle popolazioni; esse mirano a sconvolgere le normali relazioni di vita quotidiana, a suscitare percezioni di minaccia e pericolo su abituali modi di vita con la creazione di un "nemico interno" per incentivare il ricorso "all’autorita’", il consenso diffuso a limitazioni delle liberta’ civili, per ridurre al silenzio l’opposizione sociale.
Tuttavia, queste operazioni di guerra psicologica in tempo di pace una volta cominciate possono sfuggire al controllo dei loro registi istituzionali e sfociare in risultati imprevisti ed imprevedibili.

L’esercizio del terrore prende la forma del conformismo.
Come posso vedere cio’ che e’ davanti ai miei occhi?

L’informazione è utile solo se gli individui possono metterla in un quadro di conoscenze e cosi’ utilizzarla per risolvere i problemi, formarsi un’etica e fare delle scelte…


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4 Responses to giustizia e liberta’ per il popolo Rom

  1. Pingback: AAA governo italiano rastrella e deporta Rom: offresi collaborazione, prezzi modici, anche fuori sede. – Femminismo a Sud

  2. valdo says:

    è incredibile il lavaggio di cervello che stanno attuando. generare insicurezza e paura è l’arma migliore per giustificare poi una politica di repressione nei confronti dei più deboli. oggi gli zingari domani….?

    buona vita

  3. imPrecario says:

    “Coloro che si sono occupati dell’argomento hanno finora generalmente affermato che la politica discriminatoria fascista era indirizzata in particolare contro gli zingari stranieri presenti in territorio italiano e dovuta a ragioni di ordine pubblico.”

    da
    http://www.romacivica.net/…portazionezingari.htm

  4. bimbovic says:

    Stiamo arrivando a dei livelli di merda perchè fondamentalmente non siamo più un popolo di poeti e pensatori ma solo di teste di cazzo…
    Bel post comunque…
    Giusto ieri mi sono vista “l’uomo che pianse” di Sally Potter, film decisamente attuale dopo la vergogna avvenuta a napoli e che presto quel bastardo di alemanno attuerà pure qui a roma…

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