God goods e il “vangelo del lavoro”

Il papa da economista consumato qual'e ricorda che il consumatore va' educato ad un uso responsabile del suo potere di scelta, che e' necessaria una grande opera educativa e culturale in cui si liquidano gli "stili di vita oggettivamente illeciti" e che orienti le scelte dei consumatori nella ricerca del "del vero, del bello e del buono". "La prima e fondamentale struttura a favore dell'«ecologia umana» è la famiglia" e naturalmente sulla base di un centro etico e religioso che definisce i diritti civili…-Uno spettro si aggira per l’ occidente lo spettro dell' integralismo religioso-

Il papa, come una volta Lutero, mentre scagliava il calamaio contro il diavolo che non esiste gia' pensava in realta' alla liberta' di parola, e ai diritti civili, ai comunisti e agli ebrei, agli omosessuali e agli atei.

I neoconservatori ( tra cui l' opus dei) che oggi guidano la chiesa cattolica si sono presi la briga e di certo il gusto di dare a tutti il consiglio giusto e aprire una nuova e santa crociata contro la cultura occidentale che ha prodotto "la radicale emancipazione dell’uomo da Dio e dalle radici della vita" che "alla fine porta alla distruzione della libertà"-(ovviamente di questa non meglio precisata liberta' saranno loro stesi a fornire le coordinate).

Molti gli intellettuali e i politici arruolati d' ufficio per guarire l' occidente dalla morte di Dio. La "critica della modernita" ripresa tra il sentimentalismo reazionario e il produttivismo esasperato della militanza  e' la merce spirituale di punta di questi novelli crociati.
Cio' che il capitalismo ha fatto della vita e della societa' oggi gli ritorna a suo merito nella forma di un progetto di irregimentazione e disciplinamento delle anime perdute nello spettacolo.

Finalmente ci saranno certezze irrevocabili per tutti, come durante il fascismo la semplificazione esasperata della realta' non ammetteva repliche e qualsiasi deviazione dalla retta via conduceva immediatamente al carcere, alla violenza, al manicomio e infine nei campi di concentramento.
Questo e' il nuovo che avanza.
Saremo sottoposti come secoli addietro incolpevoli popolazioni ad un "processo di evangelizzazione" di restaurazione della "fede nell' autorita' della chiesa".
Finalmente siamo andati oltre la modernita' passando per il post fino ad un nuovo medioevo tecnologico.

Darwin, Marx, Freud, Nietzsche sono gia' stati messi all' indice poiche' il loro pensiero umano, troppo umano riconducendo l' uomo a se' stesso e alla societa' in cui vive non lascia spazio alla trascendenza divina se non in quella forma povera che e' il mercato mondiale e le sue capricciose leggi.

Alla fine della "fine delle ideologie" e della storia eccoli che spuntano i depositari dei valori identitari, delle ideologie forti, delle promesse messianiche.Il mito, la cultura unitaria parcellizzati nelle forme misere dello spettacolo vuole riprendersi la sua rivincita e il suo posto al servizio del potere in cambio della "privatizzazione" delle politche sociali a favore di istituzioni non statali in particolare religiose o parareligiose.
Del resto, in ultima analisi la posizione sociale di ogni individuo dipende solo dalla sua responsabilita' personale (individuo concepito come libero e interiore) e la societa' non e' che una convivenza immediata di individui che con la loro condotta determinano il carattere del tutto; quindi solo a suon di bastonate etiche in qualche grigio istituto-prigione religioso c'e qualche speranza di salvare i poveri dalla loro natura perversa.

La rilevanza economico-politica dei grandi principi etici della cultura occidentale si conclude dopo le arringhe della nuova filosofia civile cristiana nele verdetto senza appello che la dignita' umana e' lassu' fra le stelle, nella trascendenza.
Dal momento che il capitalismo non puo' che umiliare la dignita' umana l' unica ancora di salvezza e' collocare la dignita' nella trascendenza.

Quaggiu' nell' attesa dell' altro regno bisogna educare gli uomini a vivere con "virtu'" sia nella vita privata che in quella pubblica e la liberta' dell' individuo e' ammessa solo nei limiti in cui essa e' strumento per accrescere la potenza della comunita'…
Dato che le "idee" regolano il corso del mondo e necessario contro il "determinismo economico" controllare il senso delle parole, cioe' detto meno filosoficamente e' necessario controllare le idde che la gente si mette in testa.
I custodi del linguaggio e i custodi dell' ordine si prendono a braccetto nella difesa del senso autentico delle parole; chi non conosce il significato autentico e percio' religioso delle parole con cui si trasportano le idee nella gente corre il rischio di perdere la lingua.
Come un tempo la parola riacquista il suo potere magico di determinare il mondo e dunque chi corrompe il linguaggio corrompe il mondo e s' intende a suo rischio e pericolo.

Il regno della liberta' e' la coscienza. Essa è "la preservazione di una sfera interiore" ­ data dalla coscienza ­ esente dal potere coercitivo dello stato ed educata alla libertà ordinata.
Cominciate a farci la mano perche' sta arrivando anche da noi questa' "liberta' ordinata" consistente nel "poter fare cio' che si deve".
Gli "angeli della luce" stanno gia' volando sulle vostre testoline e ad ogni sgarro vi lanceranno strali e fuoco e fiamme perche' e' bene che lo sappiate, marchiatevolo a fuoco nella mente, che non esiste liberta' al di fuori della verita' ossia fuori dal cristianesimo.
E la verita' per essere proprio vera e' sempre unica, cioe' religiosa, cioe' cristiana, cioe' quella dei Ratzinger e dei Bagnasco…
Prima quando imperava il relativismo ognuno poteva comprarsi e godersi il suo pezzetto di verita' cosi' come il suo pezzetto di lardo ma oggi la merce spirituale e' una e unica e' la supermerce del terzo millennio, l' ubik onnipresente nella vendita al dettaglio come nella vendita all' ingrosso di qualsiasi prodotto.

Lo spirito (quello con la esse maiuscola) lucidato a nuovo sara' presente come il valore di scambio in ogni minuto ed in ogni momento della vostra vita quotidiana.
I "valori morali" vi seguiranno ovunque, vi spieranno con i loro mille occhi elettronici, dunque state molto attenti; se non avete "valori morali" poi siete proprio senza speranza di carriera e di successo e non vi restera' ultimo rifugio che l' industria pornografica.
Daltronde nel nuovo mondo morale che vi sara' messo intorno qualcuno che faccia i lavori sporchi banditi dalla superficie levigata a furia di virtu' religiose sara' sempre necessario.
Daltronde qualche caso disperato da salvare, qualche repentina conversione in diretta' Tv e' sempre necessaria per ravvivare l' ambiente vigilato dei credenti.

La priorità assoluta dell’accumulazione capitalistica delle guerre per restaurare il sacro impero americano nel beneficio di pochi eletti ora e' stata benedetta da Dio dunque non fatevi illusioni oltre che alla pace dell' annima non potrete aspirare a nessun' altra pace e a nessun' altra giustizia.
Mentre l'Islam  avanza il cristianesimo ne approfitta per imporsi come forza privilegiata dell’identità dell’Europa e per regolare i conti in casa (in occidente).

Procesioni di "atei devoti" si allungano ogni giorno di piu' per andare a prendersi la benedizione papale, l' assoluzione per aver idolatrato la morte cioe' il capitalismo, lo spettacolo e in cambio promettono dedizione con furore alla causa e ai valori del cristianesimo.
Come aveva scritto P. Ernesto Balducci negli anni ’80: "Penso che un di più di coscienza morale oggi è un di più di ragioni di disperazione, che l’ottusità morale è una garanzia di tranquillità, la stupidità morale crea un benessere. Chi ha la coscienza acuta non riesce più a tollerare un mondo dove i valori sono diventati soltanto crisalidi verbali a cui niente corrisponde. Si dice pace e si fa guerra; si dice giustizia e si fa ingiustizia; si dice libertà e si tessono le reti delle schiavitù di nuovo tipo che per essere nuove spesso sembrano inesistenti ma sono più profonde; si esaltano i valori della cultura, del pensiero, della libertà del confronto e noi vediamo come i mezzi di comunicazione scendono ad un mercimonio volgare dove si comprano e si vendono gli uomini e le donne per pura ragione di mercato."

Che dire? semplicemente che sono finiti i tempi in cui Dio rovesciava i troni ed innalzava i poveri, i tempi di "a cesare quel che e' di cesare…e di Gesu' che scacciava i mercanti dal tempio.
Sulla croce Gesu' ci fini per le sue scelte morali e inevitabilmente politiche rispetto ai suoi contemporanei; condanno gli scribi-teologi, i farisei-paladini della legge…
Ma oggi la trasformazione dei "valori" in leggi dello Stato e' una questione all' ordine del giorno dell' agenda politica alla faccia della "laicita' della politica".

Dal momento che la societa' civile capitalistica schizza in frammenti e sparge rottami sociali ovunque ben si e' pensato di prendere "i valori morali cristiani" per cementare il tessuto sociale e la chiesa si e' gia' candidata a far guerra al nchilismo laico- non certo a quello del mercato.

Nel mondo nuovo supervisionato dallo spirito e dallo spirito cristiano ci sara' l’esaltazione delle virtù borghesi,l’operosità, l’umiltà, il senso della responsabilità, la prudenza, la temperanza e come insegna la Dottrina sociale della Chiesa l' esaltazione dei "corpi intermedi":
famiglia, impresa, scuola, associazioni  per la "promozione della persona umana":
gia' dal termine "promozione umana" si capisce quanta affinita' esiste tra la pubblicita' e il principio di sussidiarieta' e quanta fra l' intruppamento militare e ideologico delle folle e i valori di giustizia sociale e liberta' che dice di voler difendere.

Se la politica non basta piu' e gia' da molto tempo a controllare la gente, se neppure il mercato ce la fa: non temete che stanno restaurando i valori e le norme, che i nuovi crociati scomunicanti la modernita' e la tv come uno strumento del diavolo sono gia' seduti in tutti gli studi televisivi a portata dei vostri telecomandi.
Essi vi ammoniranno dagli schermi e presto le televisioni si accenderanno da sole durante il messaggio domenicale del papa.

Il Rottweiler di dio vi leggera ogni sera, prima di lasciarvi ai vostri incubi personali, la "Dominus Iesus" nel quale si attribuisce in esclusiva alla Chiesa Cattolica il possesso della verità e della salvezza.

Ovviamente la libertà di mercato e' un caposaldo della dottrina perché la libertà è parte della verità..dunque…nella rinascita morale della societa' lo sfruttamento, sempre moderato sia ben chiaro, ha una priorita' inattaccabile.
Il problema del nuovo papa non e' tanto andare alla radice dei mali che affliggono il male per estirparla ma di candidare la cultura cristiana come naturale protettrice della societa' capitalistica dai pericoli che essa stessa produce.

Va coniugata "una coerente vita di fede con la fatica e le difficoltà del lavoro, il profitto personale e l’impegno di solidarietà verso i bisognosi": è l’esortazione di Benedetto XVI ai dirigenti e soci della Confartigianato…
Il suo "vangelo del lavoro" comincia col dire che Il lavoro appartiene alla condizione originaria dell’uomo. Fu purtroppo a causa del peccato dei progenitori che diventò fatica e pena…E tuttavia la Chiesa, fedele alla Parola di Dio, non cessa di richiamare il principio secondo cui "il lavoro è per l’uomo e non l’uomo per il lavoro"

Detto questo con un triplo salto mortale intellettuale il papa dopo aver ricordato "il primato dell' uomo sull' opera delle sue mani" aggiunge che il capitale, ma la scienza , la tecnica e la proprieta' privata fondate per loro natura sullo sfruttamento dell' uomo sull' uomo, sul primato della richezza astratta, sul principio del guadagno per il guadagno devono tutte insieme-contro la loro stessa natura- finalizzate "al vero progresso della persona umana e al bene comune"

Dopo le solite inutili ed amichevoli battute moralistiche sull' egoismo sociale si arriva alla sostanza del "vangelo del lavoro": "Nota in proposito san Josemaría Escrivá, un Santo di questi nostri tempi, che il lavoro, essendo stato assunto da Cristo – che ha lavorato da artigiano –  "diventa attività redenta e redentrice: non solo è l’ambito nel quale l’uomo vive, ma mezzo e strada di santità, realtà santificabile e santificatrice" (È Gesù che passa, Omelie, n. 47)."
A quanto pare il lavoro, senza qualifica e socialmente indeterminato, e' una strada, una via per la santita' col che ne dovremmo dedurre che non ci saranno santi fra i disoccupati.

Da un lato Ratzinger fa filippiche contro le "catene esteriori" cioe' il relativismo "la ricerca del potere e del profitto ad ogni costo (ma naturalmente anche e direi soprattutto- la droga (…)le relazioni affettive disordinate, la confusione sul matrimonio, il non riconoscimento dell’essere umano in tutte le tappe della sua esistenza") e dall' altro benedice il mercato, il capitalismo che divora la vita come se avesse l' amore in corpo e che abbatte ogni ostacolo morale e sociale e di carattere tradizionale che limitano le sue possibilita' di sfruttamento.

L'Unione Cristiana Imprenditori Dirigente (UCID) ha fatto ben presto sue le indicazioni papali su questo "Vangelo del lavoro" "per ribadire l’impegno a far sì che il mondo dell’economia porti con sé il tratto salvifico di Cristo e non si pieghi alle logiche del mercato…"
Angelo Ferro presidente dell’ Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti dice come si fa' a conciliare l' inconcilliabile il mercato e l' etica, il capitalismo e la "verita'", Cristo e lo sfruttamento in nome del profitto:   

"La dottrina sociale ha sempre parlato di un’impresa-comunità, adesso abbiamo capito che nel momento in cui tutto si sta sfarinando, l’impresa può essere un momento di coesione. Dobbiamo darci tutti da fare per raggiungere un obiettivo, stare sul mercato, battere la concorrenza, essere corretti, fare un processo di lungo periodo."

Mentre si proclama il diritto di ogni uomo ad essere "libero dalla fame" non si mettono assolutamente in discussione le cause che producono fame e poverta' anzi si benedice il capitalismo, il mercato, la proprieta' privata purche' sfruttino l' uomo e la natura con una certa sobrieta' e senza eccessi-sic!!!
Il nostro parla di "paradossi" di questo tempo e si arresta sulla soglia di una riflessione che potrebbe condurlo troppo lontano dai suoi interessi politici e di potere immediato:
"L’umanità vive in questo tempo uno dei paradossi più preoccupanti: da una parte si raggiungono sempre nuovi e positivi traguardi in campo economico, scientifico e tecnologico, ma dall’altra si constata la crescita continua della povertà."

Oggi che come dice un' alto prelato "il sogno marxista e' svanito" il Ratzinger non perde l' occasione di battere sulla dottrina sociale della chiesa-"il vangelo del lavoro"…nella prima Enciclica di Benedetto XVI "Deus Caritas est" afferma: "compito della Chiesa con la sua dottrina sociale, nella costruzione di un giusto ordine sociale" sta nel "risvegliare le forze spirituali e morali"…Un' esortazione ai cristiani a fare della "carita' sociale" come antitodo alle sofferenze umane respingendo "espressamente la teoria marxista della miseria" definita una "filosofia disumanizzante".
A questa "carita'" ovvero dell' esercizio dell' amore in campo sociale e' affidata la dignita' concreta dell' umanita'.
Il centro della soluzione delle sofferenze umane e' il servizio caritatevole offerto dalla chiesa condito di amore per il prossimo e interessi solo ed esclusivamente trascendentali come testimoniano organizzazioni come l' opus dei e comunione e liberazione.
Qui sta' la redenzione modello unico dei mali dell' umanita' ed e' qui perche' oltre a riempirti lo stomaco la chiesa e le sue istituzioni provvedono anche a riempirti la testa-ti evangelizzano.

E' banale aggiungere che anche l' esercizio dell' amore va' "organizzato" come un "servizio comunitario ordinato" e infine tradendo le sue piu' profonde convinzioni politico sociali e appellandosi al realismo economico cita il suo contrario: "« Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno » (At 2, 44-45)(…)
L'elemento della « comunione » (koinonia), qui inizialmente non specificato, viene concretizzato nei versetti sopra citati: essa consiste appunto nel fatto che i credenti hanno tutto in comune e che, in mezzo a loro, la differenza tra ricchi e poveri non sussiste più (cfr anche At 4, 32-37).
Con il crescere della Chiesa, questa forma radicale di comunione materiale non ha potuto, per la verità, essere mantenuta. Il nucleo essenziale è però rimasto: all'interno della comunità dei credenti non deve esservi una forma di povertà tale che a qualcuno siano negati i beni necessari per una vita dignitosa."

Dalla forma radicale di comunione materiale dei primi cristiani raccontata da Luca si passa alla "poverta' moderata" ; la poverta' deve esserci ma mai sotto la soglia della sopravvivenza!..
se non puoi o non vuoi eliminarla puoi sempre renderla invisibile o almeno tale che non disturbi la raffinata e delicata sensibilita' dei ricchi…
La frase "dell'amore ben ordinato del prossimo" allude all' istituzionalizzazione produttiva, in termini di evangelizzazione, della carita' e della beneficienza.
"La carità non è per la Chiesa una specie di attività di assistenza sociale che si potrebbe anche lasciare ad altri, ma appartiene alla sua natura, è espressione irrinunciabile della sua stessa essenza"

Lo "svanito sogno marxista" contro l' attivta' caritativa della chiesa sollevava un' obiezione, lo dice lo stesso Ratzinger: "I poveri, si dice, non avrebbero bisogno di opere di carità, bensì di giustizia. Le opere di carità " le elemosine " in realtà sarebbero, per i ricchi, un modo di sottrarsi all'instaurazione della giustizia e di acquietare la coscienza, conservando le proprie posizioni e frodando i poveri nei loro diritti. Invece di contribuire attraverso singole opere di carità al mantenimento delle condizioni esistenti, occorrerebbe creare un giusto ordine, nel quale tutti ricevano la loro parte dei beni del mondo e quindi non abbiano più bisogno delle opere di carità. In questa argomentazione, bisogna riconoscerlo, c'è del vero, ma anche non poco di errato"

L' errato della concezione marxista starebbe nel suo concetto di "giustizia" si dedurrebbe implicitamente non conforme alla "natura umana" alla "vera natura umana" mentre la chiesa "purificando la ragione" ha preso la sua definizione di "giustizia": "a partire dalla ragione e dal diritto naturale, cioè a partire da ciò che è conforme alla natura di ogni essere umano."

L' errore del marxismo sta' nell' aver sacrificato l' uomo che vive nel presente al moloch del futuro "un futuro la cui effettiva realizzazione rimane almeno dubbia" mentre a quanto pare si puo' sostenere con iniziative di carita' un potere ingiusto in nome di verita' altrettanto dubbie
in nome dell' al di la'. Un moloch non vale l' altro e cosi' anche il pensiero di Nietzsche e' stato arruolato con Marx a difesa della chiesa rovesciando contro di loro le insufficienze dei loro epigoni.
Quel lato "religioso" del marxismo ufficiale che sacrificava gli uomini del presente in nome del "sole dell' avvenire" si e' rovesciato nell' apologia dell' al di la' diffuso a colpi di carita'.

Non è compito della Chiesa far essa stessa valere politicamente la dottrina sociale della chiesa: "essa vuole servire la formazione della coscienza nella politica e contribuire affinché cresca la percezione delle vere esigenze della giustizia e, insieme, la disponibilità ad agire in base ad esse, anche quando ciò contrastasse con situazioni di interesse personale. Questo significa che la costruzione di un giusto ordinamento sociale e statale, mediante il quale a ciascuno venga dato ciò che gli spetta, è un compito fondamentale che ogni generazione deve nuovamente affrontare."

Essendo un compito politico risolvere questo compito umano primario della "giustizia" non puo' essere incarico immediato della chiesa.
In sostanza poi alla fine l' errore del "marxismo" e' statto quello di assumersi l' impegno politico di risolvere questo compito primario umano che e' la giustizia sociale.
L' astuzia della chiesa sta' nel lasciare tutto com'e se non fare qualche appello a limitare la cupidigia personale e a fare della carita' la domenica mattina di tanto in tanto.
Quando si tratta di toccare il potere, il potere del denaro e del capitale, la chiesa non si occupa di politica quando si tratta di diritti civili beh allora e' diverso…

Quindi "La Chiesa non può e non deve prendere nelle sue mani la battaglia politica per realizzare la società più giusta possibile." lo sanno bene i teologi della liberazioni liquidati dallo stesso Ratzinger.
La chiesa non si deve mettere al posto dello stato e della politica quando si tratta di "giustizia sociale" ma non quando deve "risvegliare le forze spirituali"
Detto terra terra: "La società giusta non può essere opera della Chiesa, ma deve essere realizzata dalla politica" basta che prodighi un po' di beneficienza di consolazione spirituale e un generico quanto inutile invito alla politica alla giustizia sociale.

La chiesa -Ratzinger docet- a differenza dell' ingenuo marxismo sa' che "Ci sarà sempre sofferenza che necessita di consolazione e di aiuto. Sempre ci sarà solitudine. Sempre ci saranno anche situazioni di necessità materiale nelle quali è indispensabile un aiuto nella linea di un concreto amore per il prossimo".-

"Non c'è nessun ordinamento statale giusto che possa rendere superfluo il servizio dell'amore."
Quindi: "Lo Stato che vuole provvedere a tutto, che assorbe tutto in sé, diventa in definitiva un'istanza burocratica che non può assicurare l'essenziale di cui l'uomo sofferente "ogni uomo " ha bisogno: l'amorevole dedizione personale. Non uno Stato che regoli e domini tutto è ciò che ci occorre, ma invece uno Stato che generosamente riconosca e sostenga, nella linea del principio di sussidiarietà, le iniziative che sorgono dalle diverse forze sociali e uniscono spontaneità e vicinanza agli uomini bisognosi di aiuto. La Chiesa è una di queste forze vive: in essa pulsa la dinamica dell'amore suscitato dallo Spirito di Cristo. Questo amore non offre agli uomini solamente un aiuto materiale, ma anche ristoro e cura dell'anima, un aiuto spesso più necessario del sostegno materiale"

E cosi' sfatato la falsa idea che "l' uomo possa vivere di solo pane"…
"Si è visto che la formazione di strutture giuste non è immediatamente compito della Chiesa, ma appartiene alla sfera della politica, cioè all'ambito della ragione autoresponsabile. In questo, il compito della Chiesa è mediato, in quanto le spetta di contribuire alla purificazione della ragione e al risveglio delle forze morali, senza le quali non vengono costruite strutture giuste, né queste possono essere operative a lungo."

"Il compito immediato di operare per un giusto ordine nella società è invece proprio dei fedeli laici."

Le Organizzazioni caritative della Chiesa, a cominciare da quelle della Caritas (diocesana, nazionale, internazionale)…oltre a dispensare una "cura tecnicamente corretta" devono trovare un "felice legame tra evangelizzazione e opere di carità".

L' attivita' caritativa non si occupa di politica e' indipendente da partiti e ideologie-non e' un mezzo "per cambiare il mondo in modo ideologico"-"Ad un mondo migliore si contribuisce soltanto facendo il bene adesso ed in prima persona, con passione e ovunque ce ne sia la possibilità, indipendentemente da strategie e programmi di partito."
"L'esperienza della smisuratezza del bisogno può, da un lato, spingerci nell'ideologia che pretende di fare ora quello che il governo del mondo da parte di Dio, a quanto pare, non consegue: la soluzione universale di ogni problema."

Quindi cari ragazzi rassegnatevi se "il governo del mondo da parte di Dio", e noi pensavamo al "governo del mondo da parte del capitale", non risolve il problema della giustizia sociale figuratevi voi!
Non vi resta che pregare…bisogna "occuparsi delle ferite degli schiavi, ma non cercare di abolire la schiavitù"

L'errore rimproverato al socialismo cioe' quello di aver concepito l' uomo come subordinato al meccanismo economico sociale viene realizzato nel capitalismo vincente e per non correre il rischio che insieme a questa realizzazione si accompagni anche il suo sfaldamento come per il socialismo viene in soccorso la chiesa per raccontarci che la "soggettivita'" della societa' civile e dei corpi intermedi (famiglia, scuola, organizzazioni sociali, gruppi economici, politici ecc) fagocitata e sostituita nello spettacolo dalle merci e dal ciclo mediatico-consumista sono ancora in vita.

Se il controllo mercificato si rivela insufficiente o tale da produrre una serie di effetti collaterali nel mantenimento dell' ordine sociale e se il costo per disciplinare il capitale umano si rivela alquanto superiore alle stime fatte no problem! c'e la dottrina sociale della chiesa e i suoi "valori morali".
L' uomo in quanto fattore produttivo ha dei costi di riproduzione esorbitanti ? no problem! rimettiamo tutti in riga nella famiglia e affidiamo i piu' sfigati alle opere di carita'.

Il lavoro deve essere creativo si' ma disciplinato e relegato nel riconoscimento sacro che il profitto ha una "giusta funzione"  nella soddisfazione dei bisogni umani.
La proprieta' privata e' legittima ma va' corretta con l' etica e a questo ci pensa la chiesa.
Ratzinger ha cosi' ammonito che il profitto non è l'unico indice delle condizioni dell'azienda e che d esso va aggiunta la considerazione di altri fattori umani e morali…e ricorda che ci sono dei beni che, in base alla loro natura, non si possono e non si debbono vendere e comprare..
Insomma se il capitalismo non vuole fare una brutta fine deve autolimitarsi e occuparsi di trasformare a suo vantaggio, come insegna la chiesa rispetto alla poverta', le contraddizioni che non puo' non produrre.

Il papa da economista consumato qual'e ricorda che il consumatore va' educato ad un uso responsabile del suo potere di scelta, che e' necessaria una grande opera educativa e culturale in cui si liquidano gli "stili di vita oggettivamente illeciti" e che orienti le scelte dei consumatori nella ricerca del "del vero, del bello e del buono".
"La prima e fondamentale struttura a favore dell'«ecologia umana» è la famiglia" e naturalmente sulla base di un centro etico e religioso che definisce i diritti civili…

-Uno spettro si aggira per l’ occidente lo spettro della paura-

 

 

 

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1 risposta a God goods e il “vangelo del lavoro”

  1. aurora scrive:

    ho paura

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