Il conformismo avanza attraverso l’ anticonformismo.

 

I media di massa sono agenzie di socializzazione. Essi media-no la relazione fra la realta' sociale oggettiva e la sua percezione ed esperienza soggettiva. I media di massa hanno l'abilità di ristrutturare le conoscenze individuali intorno alla realta' sociale.

Una realta' che e' originariamente conforme all' ideologia dominante per quanto riguarda la sua struttura economica, di potere e sfruttamento. Ma questa realta' sociale e' mutante tanto quanto sono mutanti i modi dell' oppressione( non la sua sostanza).

Le merci simboliche diffuse dai media fissano, trasmettano e ri-adeguano i modelli di percezione, di elaborazione sociale dell' informazione e comportamento di massa.

I nuovi mezzi di comunicazione sicuramente meno monodirezionali e passivi di quelli tradizionali possono presentarsi come tecnologie collettive attive di elaborazione della percezione e del senso della realta' sociale antitetica a quella dominante.

Sarebbe davvero cosi' se i media-nuovi e vecchi- si misurassero sul terreno dell' organizzazione del senso collettivo e non su quello della sua moltiplicazione infinita e della sua dispersione e distruzione totale.

Il senso si segmenta secondo linee di consumo e di nuove e innumerevoli merci-simboliche.

Lo stile di vita, quello americano Bush lo difende con la guerra, si differenzia all' estremo. E per ogni stile di vita specifico si creano particolari segmenti di mercato e produzione. Non e' questa l' epoca delle differenze?

Ognuno puo' strutturare il suo significato sociale e per questo puo' disporre di merci-simboliche appropriate e differenziate. L' omogeneizzazione culturale non necessariamente procede attraverso l' omologazione e la standardizzazione dei modelli culturali.

Il conformismo avanza attraverso l' anticonformismo.

Probabilmente in una riflessione su media vecchi e nuovi il punto di vista politico, le soluzioni politiche, sono insufficienti.

Secondo dati dell' Unesco il 70% della popolazione mondiale non ha la possibilita' di fare una telefonata.

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3 Responses to Il conformismo avanza attraverso l’ anticonformismo.

  1. maska says:

    come promesso ecco gli estremi del libro:

    Generazione ®
    di Alissa Quart
    edizioni Sperling&Kupfer

    ciao maska

  2. spiff says:

    Ciao, grazie per i CM e segnalami il libro, m’ interessa.

    Una volta il ruolo predominante nel controllo sull’ identita’ e sui bisogni della genta era organizzato attraverso agenzie tradizionali di socializzazione: la famiglia, la scuola, la chiesa…Oggi questo dominio, che e’ anche il grande potere del capitalismo, viene esercitato insieme dai vecchi istituti del controllo sociale e dai nuovi mezzi di comunicazione e consumo di massa.

    Oggi incide di piu’ la televisione che non la famiglia nella formazione e dunque nel controllo dei bisogni e dei desideri delle persone.

    Il consumo di massa, lo spettacolo mediatico, senza dimenticare le concrete condizioni di vita che sono la base reale di qualsiasi influenza “ideologica”, il capitalismo sono un potente strumento di ristrutturazione dei modelli, degli stili di vita, delle forme di vita della gente.

    Sintetizzando si puo’ dire che questi nuovi mezzi d’ integrazione sistemica sono sempre contraddittori: da un lato manipolano e integrano dall’ altro creano la crisi delle strutture sociali tradizionali (famiglia, chiesa, scuola ecc) generando loro malgrado fenomeni d’ instabilita’ sociale.

    La legittimazione dell’ ordine sociale passa sempre piu’, almeno nei paesi piu’ ricchi, nel consumo di massa dove le merci incorporano ideologie, identita’, pratiche collettive…

    L’ informazione dovrebbe portare ad un’ allargamento qualitativo della conoscenza-controllo individuale e sociale della realta’ ma in questo circo spettacolare e mediatico si assiste ad processo opposto: l’ informazione, a volte venduta come notizia a volte sotto forma di dispense settimnali, prolifera come bene di consumo, merce, ad un ritmo vertiginoso tale da generare incertezza, frammentazione e deponteziamento delle relazioni sociali in sfere private circoscritte da prigionieri sociali.

    Oggi tutti si possono godere ricomprandola sotto forma di modello esistenziale senso iperindividualizzato e mercificato questa assoluta perdita’ di significato: cosi’ Dio e’ morto, le ideologie pure, la storia e finita ma a tutti e’ concesso di comperarsi i cocci che vuole.

    E come disse federico Nietzsche la fine delle ideologie e’ un’ ideologia essa stessa.

  3. maska says:

    Davvero interessante quello che scrivi a proposito dei media e del loro utilizzo dell’individuo e delle sue potenzialità innovative, per cui anche l’anticonformismo sbandierato viene sussunto dal meccanismo della moda e dell’espressione mediatica. Sto leggendo un libro che parla proprio di questo: “Generazione ®”. E’ scritto da una giornalista americana, che più che altro si stupisce dell’effettu dei marchi sugli adolescenti. Purtroppo non ce l’ho ora sottomano, ma appena posso ti indico anche autore e casa editrice. Sempre se ti interessa.

    ciao

    maska

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