Sabato, Novembre 29, 2008

gli intellettuali di sinistra nei cessi del potere

La felicità senza potere, i salari senza lavoro, una casa senza frontiere, la religione senza mito...questo oggi, in ultima istanza e' l'antifascismo...

Nella citta' metaforica, Metaforopoli, descritta in un racconto di L. Malerba, ogni cittadino realizza in se' la metafora con cui viene nominato: "Se si dice di un attore che <<e' un cane>>, sara' un vero cane peloso, con la coda quattro zampe denti da cane e abbaiera' sul palcoscenico e altrove. Se di un tale si dice che <<e' un porco>>, sara' un vero porco-maiale, con le setole, il grugno, la codetta avvitata e portera' in giro i suoi quattro prosciutti, anteriori e posteriori. Se per caso raro si dira' di una donna che <<e' un angelo>>, beata lei, andra' svolazzando sopra i fili della luce cantando ariette celesti. Cornelia, nella citta' metaforica, invece di mettere a letto i figlioletti, rinchiudera' ogni sera in uno scrigno e depositera' nella bancaria cassetta di sicurezza <<i suoi gioielli>>. Ma la maggioranza dei cittadini di Metaforopoli si e' gia' capito che sara' composta di animali, da cortile e no: porci cani oche vacche conigli e poi volpi orsi avvoltoi, rare aquile, molti asini. Si vedranno camminare per le strade anche innumerevoli escrementi e molte teste la cui forma sara' una smentita inequivocabile al detto di Jung secondo cui il pene e' soltanto un simbolo fallico" (L.Malerba-la citta' metaforica)

Da quando la rivoluzione non e' piu' una scienza inventata ma l'argomento insopportabile di intellettuali surrealisticamente scientifici, alchimisti del verbo, insofferenti alla moltitudine incolta e disordinata si vedono camminare per le strade molte teste che come scriveva Malerba sono
una smentita inequivocabile al detto di Jung secondo cui il pene e' soltanto un simbolo fallico. Oggi cosi' accade che nonostante generiche proclamazioni di fedelta' alla "rivolta", degli intellettuali, che si sono bevuti il cervello all'happy hour della storia, da buoni anarchici, si trasformino in poliziotti dell'ordine interiore, vantandosi di dialogare con chi e che sia procedendo come se i de-soggetti della propria interlocuzione potessero essere staccati dal resto del mondo, dalla totalita' in cui strisciano. Non e' un fatto nuovo, anzi, e' la norma, ormai trentennale, del comportamento sociale di una sostanziale disoccupazione intellettuale di sinistra che trasferendosi a metaforopoli crede nella magia delle parole. 

I relativisti inconsci di ieri, oggi, si sono relativizzati fino alle estreme conseguenze, fino a fare del relativismo, o dell'indifferenza, una scienza della liquidazione del proprio pensiero: Dalla paralisi della conoscenza sono giunti alla paralisi totale del pensiero. Questa cosa adesso la chiamano liberta'; questa facolta del potere, interiorizzata, di divorare la liberta', digerire la verita' e restituire veleno la chiamano progresso della coscienza. Ed ecco un gregge di intellettuali, che purtroppo si dicono ancora di sinistra o marxisti o rivoluzionari, che da buoni dirigenti del nulla sono stati addestrati fin dalla loro infanzia politica a trasformare il mondo in una trama di contraddizioni principali ed accessorie, consegnarsi mani e piedi al fascismo della razionalita', dell'equidistanza dalla lotta.

Chi sono gli interlocutori di queste supposte avanguardie teologiche del proletariato? Gente che " deve utilizzare  il suo generale disgusto come spinta per abbandonarsi al potere collettivo di cui e' stufo...gente che sottoscrive la propria nullita' e la propria sconfitta per entrare a far parte...di questa o quella tribu', di questa societa' ..."

Per parlare chiaro, un'intera generazione di agenti del vuoto si sono spacciati  per rivoluzionari. Il loro compenso, ricevuto dal vuoto, e' sta un'immagine di se' autogratificante, una partecipazione virtuale invertita al potere dell'elite economiche. Godevano di cio', ma la festa e' finita e cosi' sono scivolati tutti, riciclandosi, sulla strada lastricata di ricompense del pentimento di classe, dell'abiura di se', mediata dal fascismo del discorso razionale, del buon senso comune. Ora, questi signori che galleggiano nei cessi del potere non possono essere compresi ma solo ignorati. Tirate lo sciacquone, abbassate il coperchio, disinfettate al lato le scorie e gli ultimi baluardi del potere patriarcale per tornare fuori all'aperto dove si respira.

Metarofopoli ...
"si e' gia' capito che sara' composta di animali, da cortile e no: porci cani oche vacche conigli e poi volpi orsi avvoltoi, rare aquile, molti asini. Si vedranno camminare per le strade anche innumerevoli escrementi e molte teste la cui forma sara' una smentita inequivocabile al detto di Jung secondo cui il pene e' soltanto un simbolo fallico"


"le idee dominanti, sono le idee della classe dominante, anche nella loro forma antagonista" (R.V.)

Che cos'e' oggi il fascismo? Una controrivoluzione quotidiana, un appello alla schiavitu', alla lotta spettacolare che non intacca la struttura sociale del potere. Esso si presenta come la manipolazione pratica degli antagonismi da parte del potere (V. ad es. Casa Pound italia): il tentativo mitico-immaginario di superare la scissione tra societa' economica e societa' politica, fra societa' civile e Stato, di trascendere l'atomismo della societa' moderna con mezzi puramente spettacolari, speculativi e con strumenti sociali e politici pre-borghesi: corporativismo, organicismo statuale. Il fascismo in questo senso e' la trasversalita' nella societa' civile di soluzioni puramente illusorie, regressive all'alienazione sociale. Una forma alienata di superamento dell'alienazione e pertanto una determinazione ideologica interna al sistema. Il fascismo oggi e' questa costituzione di un illusorio al di la' dell'alienazione capitalistica, intrinsecamente idealistico, sentimentale e pseudoreligioso, una metafisica applicata alla vita quotidiana del potere gerarchico borghese. Capitale, Lavoro, Stato, Famiglia, Nazione, Identita'...Autoritarismo...che rappresentano i capisaldi della sottomissione e dell'abbruttimento dell'umanita' presente vengono "risacralizzati" per ri-cementare la piramide sociale, occultare lo sfruttamento su cui si regge.

L'antagonismo formale allo stato di cose esistenti del fascismo e' una forma di governo interiorizzato degli individui e dei collettivi. Una riconversione mitica della violenza dell'organizzazione gerarchica borghese in cui il miraggio della sopravvivenza garantita viene pagata al prezzo di un ulteriore alienazione. Esso e' una cultura e un immaginario che uccide schierandosi a fianco del potere, del potere della sopravvivenza contro la liberazione e l'emancipazione umana. Il fascismo e' la nevrosi prima della necrosi che colpisce la societa' civile sotto i colpi della crisi economica.

Miticamente questo fascismo promette di sollevare le persone fuori dal tempo ordinario della loro miseria quotidiana cosi' come lo promette la reclame delle merci e dei prodotti di largo consumo presentati come sovramondani, originali e autentici. Il suo conformismo e' mediato dal non-conformismo spettacolare di cui si nutre il consumatore seduto al centro della cultura dominante. La sua estetica, che e' il rovescio di una vita inaridita e sclerotizzata nelle pieghe della sopravvivenza quotidiana, e' l'estetica macabra della distruzione totale, della volonta' di vivere che si ritorce contro se stessa fino al campo di sterminio; estetica di una notte che legalizza tutti i crimini:
"La decomposizione dello spettacolo passa ormai per lo spettacolo della decomposizione. E' nella logica delle cose che l'ultimo commediante filmi la propria morte. Nella fattispecie, la logica delle cose e' quella del consumabile, di cio' che si vende consumandosi. La patafisica, il sotto-dadaismo, la messa in scena della poverta' quotidiana fiancheggeranno ormai la strada che conduce fra esitazioni verso gli ultimi cimiteri." (R. Vaneigem)

La coltivazione di una coscienza mistica visionaria  che vorrebbe "salvare la cultura occidentale"  da un processo di atrofia spirituale e dalla "decadenza liberale" e dare inizio ad una "rigenerazione"  del tempo e della storia, dare vita ad un nuovo ed epico ciclo della storia nazionale, rappresenta la popolarizzazione trasfigurata dell'etica del sacrificio della liberta' di cui ha bisogno il sistema borghese nel momento in cui vacilla sotto i colpi della crisi e della recessione economica. In nome di questa etica del sacrificio al servizio del capitale ogni sincretismo politico, culturale ed ideologico e' legittimo. Il suo vitalismo da operetta neofuturista che dovrebbe risollevare l'apatico individuo-atomo della societa' ultrliberale nella sua astrazione si conclude nel culto di un'inesauribile movimento, della velocita', dell'azione all'interno di una comunita' sentimentale che si redime nel lavoro salariato, nel servizio ad un capitale mistico che secondo i credenti del fascismo attuale mette al servizio di una "nuova era" le sue immense potenzialita' tecnologico produttive.
La "Comunita' di destino" sventolata come il momento supremo di identificazione collettiva, cioe' di dissoluzione dei confini tra l'io e il mondo, posta al culmine della parabola moderna di questo fascismo e' la ripetizione mitica dell'annullamento dell'individuo che quotidinamente si compie negli ingranaggi dell'economia capitalistica ma che nell'inversione ideologica fascista d'incanto si trasforma in un sacrificio eroico per la rigenerazione del tempo e della civilta' nazionale:
"ora, il cambiamento e' l'imperativo che domina la societa' del consumo. C'e' bisogno che la gente cambi macchine, moda, idee ecc.Bisogna che sia cosi' perche' un cambiamento radicale non venga a mettere un termine a una forma di autorita' che per esercitarsi non ha piu' altra soluzione che quella di offrirsi in consumo, di consumarsi consumando ciascuno...Per disgrazia, in questa fuga in avanti verso la morte, in questa corsa che non vuol finire, non c'e' avvenire reale, non c'e' che un passato frettolosamente rivestito a nuovo e gettato nel futuro. Da quasi un quarto di secolo, le stesse novita' si avvicendano sul mercato del gadget e delle idee, con a malapena il trucco del giorno prima. Lo stesso sul mercato dei ruoli..La borghesia al potere tollera il cambiamento solo se vuoto, astratto, scisso dalla totalita'."

Lo "Stato etico", la collaborazione di classe...i nuovi e vecchi fascismi si continuano idealmente nell'estetizzazione della politica, nel simbolismo seducente di una identita' collettiva immaginaria. Questi agenti del vuoto sono premiati dal vuoto con l'immagine di una partecipazione al potere.


















Alla ricerca del Commonwealth. Toni Negri anticipa e discute del suo nuovo libro [Replica]

http://www.globalproject.info/art-17947.html

Comment by global (12/01/2008 11:23)