Stato d'emergenza-Stato d'eccezione-Stato di polizia

(ASCA)-Roma, 25 lug - ''Di emergenza in emergenza, il governo continua ad alimentare la paura anziche' risolvere i problemi. Dopo la blindatura della giustizia con l'immunita' per il capo del governo e dopo la militarizzazione dei cassonetti e della manovra Finanziaria, ecco lo stato di emergenza in tutto il paese per gli immigrati''.

Ad affermarlo e' Rosy Bindi (Pd), vicepresidente della Camera, che aggiunge: ''Ma dove sono le masse di clandestini che premono alle porte delle nostre citta'? E quali sono i rischi per l'ordine pubblico? La realta' per questo governo non conta. Conta invece l'effetto degli annunci che servono a giustificare un clima da Stato di polizia, piu' o meno palese. Si crea l'illusione che gli immigrati siano il problema numero uno, dimenticando il contributo di tanti lavoratori extracomunitari, e copre cosi' l'incapacita' di rispondere alle difficolta' economiche e sociali di milioni di famiglie''.

Stato d'emergenza-Stato d'eccezione-Stato di polizia

Un colpo di Stato non necessariamente comporta l'uso della violenza armata ed esso puo' verificarsi in maniera "soft" attraverso pressioni che inducono il potere legislativo a prendere provvedimenti che esaudiscono le richieste dei potenziali golpisti al di la' delle regole democratiche, costituzionali ecc.

Gelli in un'intervista rilasciata nel febbraio 1996 all'Indipendente dichiaro', parlando di Berlusconi: «Ha preso il nostro Piano di rinascita e lo ha copiato quasi tutto», Il Piano di rinascita democratica era il programma politico della P2.

Anche senza assoldare manipoli di uomini in "camicia nera" si puo' istituire un regime autoritario.

Nel 1968 Edward Luttwak, teorico del "turbocapitalismo", pubblico' "Strategia del colpo di Stato" (editore Rizzoli). Alcuni passi:

"Il colpo di Stato non deve essere necessariamente assistito dall'intervento delle masse né, in grado significativo, dalla forza di tipo militare. [...] Se un colpo di Stato non fa uso delle masse e delle forze armate, quale strumento di potere si userà per prendere il controllo dello Stato? La risposta, in breve, è la seguente: il potere verrà dallo Stato stesso".

"La prima condizione preliminare per un colpo di Stato è la seguente: le condizioni economiche e sociali del paese bersaglio devono essere tali da limitare la partecipazione politica a una piccola frazione della popolazione"

"Se i burocrati sono collegati alla leadership politica, la presa di potere illegale deve avere la forma di una 'rivoluzione di palazzo', ed essenzialmente consiste nella manipolazione della persona del governante. Egli può essere obbligato ad accettare politiche e consiglieri, può essere ucciso o tenuto prigioniero, ma tutto ciò che accade nella rivoluzione di palazzo deve essere condotto solo 'all'interno' e da 'interni'".

"Tutto il potere, tutta la partecipazione, è nelle mani di una piccola élite istruita, benestante e sicura, e quindi radicalmente differente dalla vasta maggiornaza dei suoi concittadini - praticamente una razza a parte".

"Il nostro strumento sarà il controllo dei mezzi di comunicazione di massa. [...] Le trasmissioni radio e televisive avranno lo scopo non già di fornire informazioni sulla situazione, bensì di controllarne gli sviluppi grazie al nostro monopolio sui media".

Ad un convegno svoltosi dal 3 al 5 maggio '65 all'hotel Parco dei Principi di Roma, organizzato dall'istituto di storia militare "Alberto Pollio". In alcune "relazioni" si parla di guerra psicologica, di tecniche della guerra rivoluzionaria, di gruppi addestrati al "controterrore". In pratica, si ipotizza la creazione di uno stato di perenne tensione nel paese, con l'obiettivo di favorire una svolta autoritaria...

La storia non si ripete, mai uguale, ma si ripete...

no job, no income, no assets/nessun reddito, nessun lavoro, nessuna garanzia

Il presidente degli USA dallo studio ovale posizionato nel parallelepipedo bianco di Washington, nel corso di una conferenza stampa, dopo aver precisato di non essere ubriaco, ha affermato: "Il sistema bancario è solido, anche se le famiglie americane stanno affrontando un periodo difficile". Ad ogni modo, al di la' delle sue rassicurazioni sullo stato dell'economia, nello stato piu' popoloso degli Usa, la  California, "molti comuni hanno creato dei parcheggi speciali dove chi ha perso la casa potrà recarsi la notte per dormire in macchina. A motori spenti, perché il carburante ha già costi inaccessibili." Il signore Bush nel mentre dichiarava che il sistema bancario Usa e' fondamentalmente solido ha invitato il Congresso ad approvare "in tempi rapidi" il piano di salvataggio delle due societa' semipubbliche che finanziano e assicurano circa la metà dei mutui casa statunitensi: Fannie Mae e Freddie Mac. Dopo il fallimento-commissariamento di Indymac bank, dopo che il Tesoro americano e la Fed hanno salvato Bear Stearns, gli investitori  passano il tempo a scommettere su quali saranno le prossime banche a dichiarare bancaratta.

L'economia globale è in "un momento molto difficile", in Italia le cose vanno anche meno bene, ma Brunetta ministro della funzione pubblica, nonche' consulente economico personale del berlusca, dichiara alla stampa: <<Non facciamo i piagnoni, per favore. Non diciamo che le famiglie in Italia non arrivano a fine mese. Evitiamo una crisi di fiducia, perché l'economia reale va, c'è dinamismo nel Paese. Non sottovaluto i segnali critici ma non drammatizzerei. Basta guardare le piccole aziende e il dato dell'aumento dei posti di lavoro>>.

Nel resto del mondo cresce il panico; i titoli bancari cadono ai minimi storici, le borse bruciano miliardi di dollari in pochi giorni di contrattazione; le autorita' monetarie americane non riescono a rimettere in equilibrio il sistema. In epoca di neoliberismo selvaggio, per il momento, e' l'intervento pubblico ad evitare il collasso del sistema creditizio e finanziario: alla faccia dell'ideologia del libero mercato...

Il fondamentalismo del mercato, questa religione del denaro, nonostante l'imminenza di un disastro finanziario globale, impone ai suoi discepoli di recitare il mantra di Mlton Friedman: il sistema capitalistico e' un sistema stabile.
Questa cosa Friedman l'ha ripetuta continuamente sin da quando alla sua scuola si formarono gli economisti di quel regime di torturatori guidato dal generale Pinochet in Cile...Il mercato si "autoregola"...la "mano invisibile"...: ci manca solo lo "spirito del mondo" e quello santo per fare dell'economia una vera e' salda scienza...

Inflazione. Eccesso di speranze ed illusioni. Puoi scommettere su tutto, sulla crescita o sul fallimento, sulla pace o sulla guerra, sul bello e sul cattivo tempo(x). Le banche centrali lavorano tutte in modalita' panico.
La Federal Reserve statunitense, ma non solo-vedi Bce, per evitare il collasso finanziario, salvare gli insolventi-evitare effetti domino, continua ad iniettare liquidita'; le banche sono assetate: il mercato viene inondato di denaro, cosa che comporta un irrimediabile aumento dell'inflazione: a questo punto i maghi della finanza e i governi annunciano che per evitare che il genio dell'inflazione esca fuori dalla lampada bisogna contenere i salari...che bisogna scongiuraree "l'esistenza di forme di indicizzazione delle retribuzioni nominali ai prezzi al consumo che comporterebbero il rischio di shock al rialzo sull'inflazione; cio' innescherebbe una spirale prezzi-salari con ricadute negative sull'occupazione e sulla comptitivita'''.
Tradotta in soldoni, questa formula ci dice che la speculazione finanziaria, ieri sui mutui e oggi sulle materie prime, per non parlare della "finanza creativa", ha creato una situazione disastrosa tale che per evitare il panico e i crolli e i fallimenti delle istituzioni finanziarie le banche centrali sono costrette ad ennegare i mercati di denaro: che crea inflazione: che la devono pagare i lavoratori...Non fa' una piega...

Forse, prima di mettersi ad accerchiare improbabili "grandi del mondo" e altrettanto improbabili organismi internazionali di governo, i cosiddetti "movimenti" dovrebbero accerchiare e assaltare le banche, le borse, le istituzioni finanziarie internazionali. Ad esempio a Karachi, Lahore e Islamabad gli "investitori/risparmiatori" (non erano dei "no global") hanno attaccato le borse cercando di distruggerle...

Come si suol dire, “no job, no income, no assets”/"nessun reddito, nessun lavoro, nessuna garanzia".

La politica monetaria espansiva, soprattutto americana, si estende, quasi automaticamente, ad altre aree del mondo spingendo l'inflazione verso livelli a due cifre. La Bce dal canto suo si limita a contrastare gli effetti  della "spirale prezzi-salari innescata dai rincari delle materie prime": cioe' impedisce alle "parti sociali" di recuperare il potere d'acquisto perso a causa della speculazione sulle materie prime.
E allora, come se non bastasse quanto gia' fatto: Dolorosi tagli alla spesa sociale. Sobrieta'. Crisi finanziaria-Recessione economica-Aumento della disuguaglianza sociale: Bisogna ri-finanziare i finanzieri...E' necessario dare inizio ad un ciclo di distruzione per rimuovere gli attuali ostacoli all'accumulazione capitalista. Il collasso ci sara', e non riguardera' il capitalismo ma tre quarti dell'umanita'.
"AAA"

Deregulation-Euforia-Crisi-Ri-regolazione...Il capitalismo senza crisi non esiste.
La  "speculazione" è endemica nel capitalismo. Il sistema finanziario è una vasta struttura di sfruttamento dove i capitalisti si rappresentano come i creatori assoluti della ricchezza; dove  l' accumulo della ricchezza sembra verificarsi senza alcun coinvolgimento diretto nella produzione. Ma il capitale finanziario distribuisce  ridistribuisce le eccedenze di valore creato nel processo di produzione reale. Per quanto vaste e "creative" possano essere, le reti finanziarie in ultima istanza dipendono dalla produzione e dai tassi di profitto. Il volume di "capitale fittizio" è aumentato in modo enormemente più veloce rispetto al volume di capitale "reale". Non e' una distorsione. La finanziarizzazione del capitale rappresenta la massima socializzazione del rapporto capitalistico di produzione. Biofinanza?

La finanziarizzazione del capitale e' stata una potente leva  per la generalizzare la subordinazione della vita al lavoro, per imporre la mercificazione di ogni attivita' umana, per imporre il principio del valore di scambio, questa relazione sociale di sfruttamento all'intera societa', all'essere, contro ogni forma vitale che ha tentato e tenta di superare questi limiti...
il lavoro vivo e'
 inconmensurabile....il salario, il salario sociale e' il potere della classe operaia contro il lavoro.
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"la conclusione delle crisi storiche ha costituito non solo l'inizio delle espansioni economiche, ma anche delle successive crisi. Ciascuna crisi si basava non solo sulle precedenti espansioni e crisi, ma anche sui modi in cui le crisi passate venivano risolte attraverso specifici processi di ristrutturazione del capitale, lotte sociali e ricomposizioni di classe, intervento statale nonche' cambiamenti nel mercato mondiale, nelle relazioni politiche internazionali e nella divisione internazionale del lavoro. Un forte filo di continuita' nel cambiamento e', dunque, intessuto nella storia delle crisi capitalistiche. Piu' specificatamente, le <soluzioni> alle crisi passate sono divenute i <problemi> di quelle successive."

" (...) il capitalismo politico, la  fabbrica sociale e la societa' amministrata sono divenuti dei limiti a se stessi. La crisi risultante e' stata, dunque, una crisi della relazioni del capitale con la classe operaia in particolare e con lo Stato e la societa' in generale.(...) lo sviluppo del potere della classe operaia  e' divenuto un ostacolo per le forze di produzione ed il processo di accumulazione. Si ritiene che esistano al riguardo tre forme di contrattacco capitalistico.  Le prime due consistono nell'espellere lavoro vivo dalla produzione. La terza comporta la suddivisione delle unita' manufatturiere e la sostituzione dell'esercito industriale di riserva provenienti da ogni parte del mondo e, quindi, la frantumazione della forza lavoro(...)

la prima forma di contrattacco capitalistico puo' essere descritta come sostituzione  del lavoro pagato con lavoro non pagato sotto forma di servizi autoprodotti, ad esempio self-service al ristorante, distributori automatici di benzina, telecomunicazioni, ritiro di auto nuove direttamente dalla fabbrica ecc...

Il secondo contrattacco capitalistico e' la ristrutturazione del capitale sotto forma di automazione o di processo di produzione integrato, di miniaturizzazione dei processi produttivi e via dicendo, fattori che trasformano gli operai occupati in popolazione <eccedente> disoccupata per periodi piu' o meno lunghi. A sua volta, il lavoro eccedente ricrea le condizioni per la riproduzione del piccolo capitale, che si regge su elevati tassi di sfruttamento e flessibilita' massima nell'uso della forza-lavoro, condizioni che si determinano sia spontaneamente sia attraverso le strategie di subbappalto messo in atto dalle grandi imprese. Gli operai impiegati dal piccolo capitale, dove non esistono <regole di lavoro ben precise fissate  dal padrone> ne' sono riconosciuti i diritti dei lavoratori, costituiscono il cosiddetto segmento secondario del lavoro <che non e' condizionato ne' gravato da strutture occupazionali o vincoli istituzionali>.(...) Una delle conseguenze della riproduzione del piccolo capitale e' la nuova divisione e segmentazione della classe operaia che viene accresciuta dalla internazionalizzazione della produzione, dalla marginalizzazione di una quota della popolazione urbana e dallo sviluppo dell'<economia informale>. Un'altra conseguenza  e' che i costi dei cambiamenti economici e sociali (cioe' la variabilita' del capitale e della riproduzione sociale) vengono fatte ricadere sui gruppi ascrittivi sovra-rappresentati nel settore del piccolo capitale, ad esempio donne, giovani, pensionati ecc., nonche' gruppi etnici che svolgono piccole attivita' commerciali e lavori in subappalto.(...)

Il terzo contrattacco capitalistico nella lotta contro la classe operaia industriale consiste nell'arruolare <operai clandestini> e donne sposate e, comunque, operai provenienti dal Terzo Mondo servendosi della <crescente segmentazione in fasi separate, specializzate o coordinate (attraverso il subappalto) di processi produttivi una volta integrati>, in breve servendosi della interregionalizzazione ed internazionalizzazione del circuito produttivo del capitale>.

Queste misure sono da considerare una completa benedizione per il capitale?

L'integrazione degli operai nelle funzioni del sistema, cioe' che i singoli operai e quadri vivano la propria vita in conformita alla legge del valore o che il feticismo delle merci  e del capitale e l'individualismo capitalistico siano universali. L'integrazione delle funzioni del sistema, senza il dominio sociale sugli operai e la loro integrazione in queste funzioni, e' una vuota astrazione o una teoria astratta.(...) l'integrazione sociale, la legge del valore non puo' produrla da sola.(...) l'integrazione reale delle persone reali nelle funzioni del sistema, richiede una qualche forma di legittimazione sociale e di consenso politico.(...)

tradizioni, simboli, forme di legittimazione differenti svolgono ovviamente un ruolo piu' o meno rilevante nelle diverse congiunture storiche(...) morali, forme di sensibilita' estetica sono armi nella guerra di classe.
Talvolta le forme di legittimazione sono costruite politicamente o appaiono sul mercato come prodotti dell'industria culturale.(...)

La mercificazione dei bisogni tende a creare crisi economica, e allo stesso tempo mina la capacita' della societa' di riassorbire la crisi, per il sovvertimento delle infrastrutture sociali tradizionali, che una volta funzionavano come <ammortizzatori della crisi>.(...) la produzione di bisogni illimitati presupponeva che la classe operaia e i lavoratori dipendenti fossero materialmente liberi da tutti i modi abituali di vita, incluso i modi precapitalistici e semicapitalistici di lavoro, e cioe' che vi fosse una rottura con i modelli rigidi di consumo, associati con l'epoca della manifattura, il lavoro artigiano, le comunita' etniche, la parentela, e l'indivisibilita' sociale...ecc.(...)

La mercificazione <piena> della forza-lavoro, della produzione e della soddisfazione dei bisogni presupponeva il sovvertimento della famiglia, e la separazione degli uomini dalle donne, dei giovani dagli anziani, dei sani dai malati ecc.
Una quota crescente dei costi totali e delle spese di riproduzione della societa' venne a cadere sul capitale e sullo Stato.(...)

l'intero processo di produzione economica...ha prodotto una crescente socializzazione degli esseri umani. La stessa socializzazione e' divenuta un bisogno umano fondamentale...D'altra parte, in condizioni di alienazione, questa socializzazione e' sempre associata con il bisogno contemporaneo di liberarsi di essa e ritirarsi in forme private di esistenza..
Questa e' una causa della frammentazione ultra-individualistica del mercato di massa in base all'eta', all'occupazione, al gruppo etnico ecc. La proliferazione dei mercati segmentati, della diversificazione di prodotto, dei cambiamenti di stile e delle <rivoluzione> delle confezioni delle merci hanno funzionato come ideologie di controllo sociale, alla stessa stregua dello status occupazionale, dei gradini della carriera, del professionismo e cosi via, e cioe' dei meccanismi che sono serviti a controllare la classe operaia e i lavoratori dipendenti entro la produzione....Le spese di capitale variabile coprivano non solo il cibo, il vestiario ecc, ma anche i sogni e le fantasie, e le loro conseguenze da incubo, sulle quali erano fondati i moderni processi di riproduzione.(...)

la soluzione al problema della crisi di realizzazione si e' trasformata in un nuovo problema di produzione di plusvalore e di utilizzazione improduttiva del plusvalore prodotto, e cioe' il soddisfacimento in forma mercificata dei bisogni della classe operaia, e soprattutto dei lavoratori dipendenti ha provocato un aumento della forza-lavoro. A sua volta, la crescita dei costi di riproduzione ha diminuito il saggio di sfruttamento e il saggio reale di profitto(...)
Le contraddizioni dei moderni processi di riproduzione, in particolare l'incapacita' del sistema a concretizzare i sogni e ripagare le angosce, possono essere considerati elementi centrali delle moderne tendenze della crisi economica.
Per far funzionare il sistema, serviva un'ampia struttura creditizia, pubblica e privata e l'inflazione.

(...) la contraddizione tra accumulazione e legittimazione divenne sempre piu' acuta
(...) la politica economica mina i valori e le norme tradiizionali d'integrazione sociale, come il patriarcato e il rispetto dell'autorita'. Il Keynesismo ha avuto conseguenze dirette sull'integrazione sociale. La sua cobnseguenza diretta e' stata il capovolgimento dei valori tradizionali, attraverso la risocializzazione dei giovani o di altre categorie sociali sulla base della cultura del consumo. La sua conseguenza indiretta e' stata espandere i servizi sociali non mercificati e, quindi, spersonalizzare e politicizzare tematiche sociali e lotte sociali...(...)
la spesa in welfare insieme al consumo sociale e al credito, ha rotto il legame tra i salari e gli stipendi anticipati dal capitale privato e l'ammontare del prodotto sociale appropriato dalla classe operaia e dei lavoratori dipendenti, il che ha indebolito la la capacita' economica del sistema di produrre plusvalore.(...)

i meccanismi sociali disciplinari piu' importanti e il controllo del capitale sull'offerta di forza-lavoro erano indeboliti e minacciati. Proprio in un periodo (anni '70) in cui i capitali in concorrenza tra di loro richiedevano piu' innovazione di prodotto e di processo, le modifiche della divisione sociale e industriale del lavoro, la maggiore flessiblita' e mobilita' del lavoro, la critica implicita ma generalizzata, dei rapporti capitalistici di produzione e consumo, da parte della classe operaia affievoliva la capacita' del sistema all'innovazione, alla flrssibilita', alla mobilita'.
questa contraddizione, e le sue conseguenze per la produzione di plusvalore e l'accumulazione di capitale, aiuta a spiegare la duplice ossessione del capitale negli anni '80: riattivare gli incentivi economici e le motivazioni sociali, accrescere la produttivita' del lavoro e rimettere ordine nelle caotiche condizioni della vita sociale. Questa ossessione sembrava far da sfondo sia all'impressionante emergere, alla fine degli anni '70 e all'inizio degli anni '80, delle ideologie neo-liberiste e neo-conservatrici, sia alle nuove idee, proposte da alcuni uomini politici, uomini d'affari e responsabili dell'intervento pubblico, per ristrutturare i processi di produzione e di riproduzione secondo indirizzi esplicitamente piu' sociali.(...)

La chiave della ristrutturazione del capitale e' quindi divenuta la ristrutturazione dello stesso sistema politico e dello Stato.
Nell'ottica del grande capitale il concetto di <crisi> e' stato usato percio' sempre piu' come una manovra ideologica per legittimare i mutamenti del sistema politico e la riorganizzazione delle strutture e delle politiche statali....
(...)

Negli anni '80 il processo di ristrutturazione del capitale e' diivenuto cosi', prima di tutto, una questione sociale , politica ed ideologica-questione che la crescita della classe operaia e dei lavoratori dipendenti e la struttura delle imprese capitalistiche hanno reso sempre piu' difficile da risolvere, in modo non ambiguo, a favore del capitale conservando, allo stesso tempo, la forma e le pratiche liberal-democratico-borghesi(...) dei numerosi strumenti potenziali di soluzione della crisi, il piu' efficace-ma anche di piu' difficile applicazione-e' stato l'insieme dei programmi di riorganizzazione delle condizioni sociali di produzione delle merci, di riproduzione della forza lavoro, della classe operaia e dei lavoratori dipendenti e la natura della concorrenza capitalistica al fine di ridurre gli esborsi di capitale variabile, di ridurre cioe' i costi di riproduzione della forza-lavoro. L'ascesa del neoconservatorismo e del neo-liberismo negli anni '80  rivela crudamente gli ostacoli sociali, politici e ideologici a soluzioni stataliste e corporative e al problema della ristrutturazione e della programmazione della vita sociale  e materiale..."(1)


1-james o'connors-individualismo e crisi fiscale dello stato

x)
Cartolarizzazione: chi emette un prestito non e' lo stesso che deve recuperarlo: il soggetto che emette il prestito lo rivende immediatamente sui mercati finanziari. Duqnue, perche' perdere tempo a valutare l'affidabilita' del cliente?
Titoli garantiti da ipoteche.

Se fai l'agricoltore, nel 2008 ti puoi vendere gia' il raccolto del 2009, il frutto virtuale del tuo lavoro virtuale: futures-derivati: Ottieni dei soldi perche' qualcuno scommette per te e rischia soldi non suoi, ma degli "investitori", risparmio e fondi pensione di milioni di cittadini, giocando sulla previsione che il raccolto, ammesso che ci sia, sara' buono o cattivo e che ci sara' un certo prezzo per il tuo prodotto agricolo.
Capitale fittizio. Espansione apparente di capitale.
Circa un terzo del totale dei profitti negli Stati Uniti sono  profitti finanziari.

Crack, collasso, fallimento, crisi, crollo, paura, caduta, tilt, perdite...Incubo d'insolvenza, timori, bancarotta, giornata nera, fantasmi, nervosismo, recessione, "zona orso", tensioni, panico, ribassi, brutti segni, tracollo...Allarme. Caduta libera. Bufera. Rumor. Brusco ritotno alla realta'. Tagli. Profondo rosso. Brutte notizie. Alle corde. Piani straordinari. Spettri. Sfiducia reciproca. Sovraindebitamenti. Tunnel. Prestiti a rischio. Speculazioni. Bolla. Crisi alimentare. Miliardi di poveri affamati: la fame puo' essere redditizia. La produzione alimentare continua ad essere superiore alla crescita della popolazione...

Le "inesorabili leggi del mercato". La mano invisibile. Deregolamentazione finanziaria.
Articolo 56 del trattato di Lisbona: vieta tutte le restrizioni sui flussi di capitale.

Crash.
"Le autorità americane sono state costrette a rilevare la IndyMac Bank, una delle principali casse di risparmio americane specializzate in mutui.Il collasso dell'istituto, consumatosi nella notte, e' uno dei piu' grandi fallimenti bancari nella storia degli Stati Uniti"
Fannie Mae e Freddie Mac che finanziano e assicurano circa la metà dei mutui casa statunitensi sono a rischio "insolvenza",
Citibank e JP Morgan pure...

All'insaputa del popolo italiano l'italia e' in guerra

All'insaputa del popolo italiano l'italia e' in guerra...,; la notizia nell'afa estiva non ha avuto piu' risalto dei culi e delle tette passate tra un cadavere e l'altro dai cinegiornali nazionali. La cosa non ha scandalizzato, indignato, fatto incazzare quasi nessuno: Sui telegiornali passano qualche "efferato omicidio", info sul fronte interno e la guerra razziale contro le minoranze, corsi sulla seduzione, informazioni su come abbronzarsi senza scottarsi, dichiarazioni dei topi di Tremonti messi a guardia del formaggio, il gossip..., il duello tra l'impunita', istituzionalmente ratificata, di Berlusconi e le battue di Di Pietro...Berlusconi che si lamenta dei media e fa controinformazione...

E' probabile che negli antri piu' bui delle redazioni gli specialisti delle commemorazioni si allenano a simulare il dolore e la commozione collettiva per quando torneranno le prime bare dall' Afghanistan. Per conto mio, lo dico con largo anticipo, non staro' fra quelli che agitano bandierine tricolori e versano lacrime per gli eroi. E neanche fra quelli che scrivono future per mancanza di idee sensuali sulla pace, sulla guerra, sull'amore, sulla vita e sulla morte.

I militari italiani di stanza in Afghanistan hanno compiuto "nel 2007 almeno dieci operazioni". Si tratta di azioni che "sono tutte avvenute all'interno del settore ovest di competenza italiana".

Adesso è ufficiale. Ma prima lo ignoravamo. I militari italiani-nello specifico la Task Force 45-impegnati a Farah, nel sud dell’Afghanistan, da un anno combattono contro i gueriglieri talebani. Finora ci hanno mentito. Il "popolo", tanto blandito da destra che da sinistra, non deve sapere se il suo paese e' impegnato in operazioni di guerra. Questa bugia di Stato trova conferma, ove fosse necessaria(1), nelle parole del ministro della guerra Vincincetorge, cioe' di Ignazio La Russa, nel corso della visita alle truppe dislocate in Afghanistan.

L'extraterritorialita' democratica delle operazioni dei militari e delle istituzioni rappresentative del "popolo" in materia di guerra e pace viene cosi' giustificata:

"Il governo Prodi ha tenuto giustamente questa informazione riservata. Lo avrei fatto anch’io al posto di Prodi. Oggi però confermiamo che i nostri militari hanno partecipato ad azioni anche di combattimento, hanno salvato vite umane di militari appartenenti ad altri contingenti e neutralizzato attentati."(...) "I soldati italiani lo fanno e lo vogliono fare al meglio; per questo mi hanno chiesto altri elicotteri e tre elicotteri saranno inviati entro novembre insieme ai rinforzi di cinquecento uomini." (...) "Sarebbe necessario avere molti più elicotteri  innanzitutto per migliorare gli spostamenti e anche per superare il problema delle tante mine disseminate sul terreno".

La Russa aggiunge ancora: "Non è che le operazioni di combattimento siano state nascoste dal governo precedente: sicuramente non sono state evidenziate. Non credo che Parisi (Ministro della difesa del Governo Prodi) le abbia nascoste. Probabilmente non c'è stata la domanda e quindi non doveva esserci la risposta".

Dal momento che nessuno ha fatto domande(sic!), per quale motivo rendere consapevole un paese e il suo parlamento della partecipazione ad operazioni di guerra dei suoi soldati in territorio straniero? Segreto, menzogna, occultamento della verita' non sono una novita' nella politica italiana ora pero' diventano normalita' nel rapporto governanti e governati.
Una democrazia d'elite? Dissimulazione, inganno di Stato, tutto e'moralmente lecito in nome di fumosi "interessi generali"...

Ad Herat è arrivato un altro elicottero Mangusta mentre una compagnia di fucilieri della Brigata Friuli e' stata inviata a Delaram. "Ho firmato proprio in questi giorni e i nuovi caveat sono diventati operativi, ha detto il ministro la Russa aggiungendo che "Il caveat (risposta del governo italiano sull'uso dei militari da parte del comando Isaf) rimane abbiamo ridotto però il tempo della risposta da 72 a 6 ore svuotandolo così della valenza negativa che ha dato agio ad una sorta di minor considerazione del nostro contingente". E gia', il prestigio prima di tutto...

La liberta' d'informazione, il diritto dei cittadini ad essere consapevolmente informati e' uno dei "cardini" dei regimi democratici, cosi' ci raccontano, ma ne' i giornali, ne' il governo ci hanno detto, fino ad oggi, che i militari italiani erano impegnati in combattimenti contro i talebani nella zona di Farah (Farah è una zona di confine con le province meridionali dove i talebani fanno spesso incursioni). Il ministro della pace La Russa ha sottolineato che «non è che improvvisamente siamo diventati guerrafondai: è che prima non si diceva»
Ad agosto l'Italia lascerà ai francesi il comando della regione centrale e circa 500 militari e tre elicotteri verranno riposizionati nella zona di Farah (il numero degli italiani salirà dagli attuali 160, circa la metà sono forze speciali, a 480 unita'. Un' ottantina di uomini sono a Delaram). "Dobbiamo controllare un territorio enorme...ho a disposizione la metà degli uomini impiegati per garantire l'ordine pubblico in una partita Roma-Lazio", ha giustificato il comandante della regione Ovest, generale Francesco Arena.

Riguardo alla possibilità di inviare in Afghanistan fino a quattro aerei Tornado italiani (con soli compiti di perlustrazione e non di sostegno: ci credete voi?)il ministro ha detto di essere "personalmente favorevole, ma deciderà il governo... stiamo facendo i conti" (costo:15 milioni di euro per tre mesi). Avete mai visto dei tornado, caccia da guerra, utilizzati con compiti di "perlustrazione"?

All'insaputa del popolo italiano l'italia e' in guerra...
Vincingetorge cultore dei cinegiornali d'epoca dell'istituto luce ha dichiarato: "Sono commosso i militari non mi hanno chiesto soldi o licenze, ma mezzi per rendere piu’ efficiente ed efficace il loro lavoro". Il ministro ci ha dato due informazioni, una ci dice che ai militari piacciono gli elicotteri e i tornado piu' delle licenze e dei soldi e l'altra c'informa che la guerra e' un lavoro (infatti i militari non lavorano gratis).

Dai rapporti forniti dai comandi afghano e statunitense appare chiaro che da almeno meta' maggio in tutto il settore ovest (dove ci sono i militari italiani) i combattimenti sono all'ordine del giorno. Alla fine dello stesso mese le forze americane e afghane hanno scatenato l’Operazione "Bazar di spade" per arginare le forze talebane nei distretti di Bakwa, Bala Buluk, Delaram e-Kakh-i-Sefid...Nello stesso periodo il ministero della difesa italiano ha parlato solo di "azioni umanitarie", aiuti forniti dai militari italiani alle popolazioni locali senza fare cenno alcuno ai combattimenti in corso nell'area sotto il comando italiano.

Naturalmente, sempre per proseguire nell'opera di pacificazione dell'afghanistan la coalizione internazionale sostiene una casta di potenti che la parlamentare afgana Malalai JoyaIl, (prima minacciata di morte, poi sospesa dal parlamento afghano-2007-, per la sua battaglia contro i signori della corruzione e della guerra...) nel 2003 aveva cosi' condannato, senza appello, nell'assemblea eletta per scrivere la nuova costituzione del paese:

"Sono tutti criminali, niente altro che criminali, e voi li avete portati qui"-aveva detto, rivolta agli americani e all’allora presidente provvisorio Hamid Karzai, nel dicembre 2003 nel corso dell’Assemblea che aveva l’obiettivo di disegnare il futuro del Paese. :

"Con il permesso degli stimati presenti, in nome di Dio e dei martiri caduti sul sentiero della libertà, vorrei parlare un paio di minuti. Ho una critica da fare ai miei compatrioti, ovvero chiedere loro perché permettono che la legittimità e la legalità di questa Loya Jirga vengano messe in questione dalla presenza dei felloni che hanno ridotto il nostro Paese in questo stato. (...) Essi sono coloro che hanno trasformato il nostro Paese nel fulcro di guerre nazionali ed internazionali. Nella nostra società sono le persone più contrarie alle donne, e quello che volevano... (clamori, si interrompe). Sono coloro che hanno portato il nostro Paese a questo punto, e intendono continuare nella loro azione. Credo sia un errore dare un'altra possibilità a coloro che hanno già dato tale prova di sé. Dovrebbero essere portati davanti a tribunali nazionali e internazionali. Se pure potrà perdonarli il nostro popolo, il nostro popolo afgano dai piedi scalzi, la nostra storia non li perdonerà mai."

(1)http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=&idart=11512