tu chiamale se vuoi: elezioni....

 

L'autorita' di parlare di fronte ad un pubblico che rimane in silenzio con le girandole e le stelle filanti di un contraddittorio apparente dal quale la geografia della vita reale e' gia' esclusa in anticipo. Se non la conosci, e' la campagna elettorale.
L'allineamento sui binari del sistema e' scontato. I concorrenti si azzuffano sul come strangolare, ancora una volta, in nome del "bene comune", lo strangolamento delle vociche reclamano una vita migliore, piu' giustizia e piu' dignita' umana.
La nostra societa', adesso ci narrano, e' vuota di valori, ma come dice un proverbio tedesco il denaro e' il denaro e gli affari sono affari.
Scrisse una volta Max Horkheimer, non esiste azione abominevole che la classe dominante non presenti come morale se corrisponde ai propri interessi, non vi e' crimine che non si concili con la coscienza pubblica. Una societa' la cui essenza e' la negazione totale di ogni valore umano si richiama ai "valori", agli "imperativi", "all'interesse generale", al "servire la causa"..., solo quando deve confondere le classi subalterne e farle comportare come le scimmie dei loro carcerieri. (Continua)