non c'e problema
Tutta la politica ufficiale e semiufficiale e' equivalente, nessuna è superiore all’altra, tutte sono vana agitazione, un teatro dell'assurdo, una trappola per sorci.
Non ci sono vie d'uscita. La via d'uscita, se c'e, s'inventa oltre la politica.
La sovranita' e la trascendenza del capitale e' tale che la politica si puo' classificare nella categoria generale di demagogia e sottoclassificare in populismo di destra e populismo di sinistra. Vinca l'una o l'altra tendenza l'avanzata della reazione e' assicurata. Cambiano solo le modalita' del comando non certo la sua sostanza.
Va' da se', scrisse una volta Max Horkheimer, che non esiste azione abominevole che la classe dominante non presenti come morale se corrisponde ai propri interessi, non vi e' crimine che non si concili con la coscienza pubblica. Una societa' la cui essenza e' la negazione totale di ogni valore umano si richiama ai "valori", agli "imperativi", "all'interesse generale", al "servire la causa"..., solo quando deve confondere le classi subalterne e farle comportare come le scimmie dei loro carcerieri. In italia i rivoluzionari della controrivoluzione "proclamano l'inadeguatezza della ragione e del razionalismo(...)sostengono la retorica di una palingenesi sociale che denuncia l'emancipazione liberale delle donne-che devono restare a casa a partorire-che tuona contro "l'arte degenerata" e il "bolscevismo culturale"...
Ed ecco pronti, scodinzolanti, una schiera di politici che si danno all'adulazione del "grande inquisitore"...



