Ratzinger ovvero la cultura della morte
Secondo "il grande inquisitore", che oggi governa i vertici della gerarchia vaticana, l'aborto e' una "scelta contro la vita"...; dall'Austria aveva anche ammonito: "L'aborto non è un diritto umano"...esso e' "il suo contrario: una profonda ferita sociale"...E si sa', o no?: le donne sono uguali davanti agli occhi di Dio mica davanti agli occhi degli uomini!. Il corpo delle donne
per il santo padre e' "macchina riproduttiva" che appartiene alla societa', e s'intende, pure, secondo i dettami della chiesa cattolica. Su quella "macchina" le donne non possono rivendicare alcun diritto. Il "fondamentalista" ha declamato che "è necessario aiutare tutte le persone a prendere coscienza del male intrinseco del crimine dell'aborto che, attentando contro la vita umana al suo inizio, è anche un'aggressione contro la società stessa..."...Quale crimine? quale societa? Il santo padre, partorendo queste raffinate dichiarazioni sicuramente avra' pensato alle madri dei desaparecidos argentini e al suo fedele servitore, ex nunzio apostolico in argentina, sua ennesima santita', monsignor Pio Laghi(1), che giustificava e benediceva, in vece di santa madre chiesa, la politica di persecuzione che porterà alla scomparsa di 30.000 persone durante la dittatura del devotissimo generale Emilio Massera. (Continua)
gli assassini sono fra di noi
i militi delle SS si divertivano ad ammonire cinicamente i prigionieri:
<In
qualunque modo questa guerra finisca, la guerra contro di voi l'abbiamo
vinta noi; nessuno di voi rimarra per portare testimonianza, ma se
anche qualcuno scampasse, il mondo non gli credera'. Forse ci saranno
sospetti, discussioni, ricerche di storici, ma non ci saranno certezze.
E quando anche qualche prova dovesse rimanere, e qualcuno di voi
sopravvivere, la gente dira' che i fatti che voi raccontate sono troppo
mostruosi per essere creduti: dira' che sono esagerazioni della
propaganda alleata, e credera' a noi, che negheremo tutto, e non a voi.
La storia dei Lager, saremo noi a dettarla> (Continua)
il Nuovo Soggetto pare che non ci sia. zombie di tutto il mondo unitevi!
Come ha scritto R. Vaneigem, il lavoro produttivo è parte integrante della tecnologia della legge e dell'ordine... di una civiltà che mai prima ha raggiunto un tale grado di disprezzo per la vita al punto da assassinare lentamente le persone nei macelli cyber-meccanizzati del lavoro...e dove mai prima una generazione e' stata cosi' annegata nella mortificazione, in una tale rabbia di vivere sotto i colpi del lavoro forzato. Ogni appello alla produttivita' e al "lavoro a vita" e' una chiamata alla schiavitu'; il lavoro e' uno strumento di tortura. La logica del lavoro e' una logica da minare non da rivendicare. (Continua)
un posto di lavoro ad Auschwitz
Lo sterminio degli ebrei ci ha insegnato che un uomo può leggere Goethe o Rilke la sera e la mattina seguente, andare al suo posto di lavoro, ad Auschwitz. (Continua)







