l'insetticida

La consolazione generale che le cose potrebbero andare anche peggio, diventa un verdetto di condanna. Nel regno che sta' tra la vita e la morte, dove non e' nemmeno piu' possibile soffrire, la differenza tra segatura e sabbia diventa una differenza universale: la segatura, misero sottoprodotto del mondo delle cose, viene a mancare, e il fatto di non poterne piu' disporre inasprisce la condanna di morte a vita.

L'insetticida, che sin dall'inizio tende implicitamente al campo di sterminio, diventa il prodotto finale del dominio dell'uomo sulla natura, dominio che liquida se stesso. L'unico contenuto della vita e' ancora che non esista nulla di vivente. Tutto cio' che e' va' livellato a una vita che e' morte, al dominio astratto.
Il puro predominio della natura diventa obbligo di sterminio. (Continua)