primo maggio-giacere sull' acqua
I filistei della cultura che ieri credevano nel progresso, nell' interrotta elevazione delle masse, e nella massima felicita' del massimo numero, oggi, senza rendersene conto, credono esattamente nel contrario: nella revoca dei principi del 1789, nell' incorreggibilita' della natura umana, nell' impossibilita' antropologica della felicita', ma solo per concludere, in ultima istanza, che gli operai stanno fin troppo bene. La profondita' dell' altro ieri si e' capovolta in estrema banalita'.
La societa' che si cristallizza secondo leggi anonime viene rappresentata come se, in essa, la buona volonta' bastasse a rimediare a tutto , essa viene cosi' difesa anche nell' attacco piu' onesto. L' estrema ingiustizia diventa falsa immagine della giustizia: la degradazione degli uomini il simbolo della loro uguaglianza. Ma i sociologi si trovano difronte alla questione ferocemente comica: dov'e il proletariato? (...)
L' idea di un fare scatenato, di un produrre ininterrotto, di un' insaziabilita' sbuffante , della liberta' come superattivita', attinge a quel concetto borghese che ha servito sempre e soltanto a sancire la violenza sociale come immodificabile, come un pezzo di sana eternita'. E' in questo e non nel preteso <livellamento> , che i progetti positivi del socialismo, condannati da Marx, restavano immersi nelle barbarie.(...) Forse la vera societa' provera' disgusto dell' espansione e lascera' liberamente inutilizzate certe possibilita', invece di precipitarsi, sotto un folle assillo, alla conquista delle stelle.
Ad un' umanita' ignara dell' indigenza balenera' qualcosa della follia e dell' inutilita' di tutti i provvedimenti che erano stati presi per sfuggire all' indigenza, e che, con la ricchezza, la riproducevano su piu' vasta scala. Lo stesso godimento sarebbe toccato da questa trasformazione, dal momento che il suo schema attuale e' inseparabile dal darsi da fare, pianificare, ottenere quel che si vuole e sottomettere gli altri. Rien faire un béte, giacere sull' acqua e guardare tranquillamente il cielo, <essere e nient' altro, senz' altra determinazione e realizzazione> potrebbero sostituire processo, azione e compimento, e adempiere cosi' sul serio alla promessa della logica dialettica, di sfociare nella propria origine. (T.W.Adorno)
(Continua)


